Bootstrap3, quando il re dei cssFramework diventa flat

Era attesissimo, ogni singolo web-developer di questo mondo (e forse anche in qualcun’altro) si stava domandando quando sarebbe uscito e cosa in realtà sarebbe cambiado in bootstrap3.
Tolte le orribili persone che usano bootstrap clean solamente perchè credono che nessuno riconosca quel tipico bottone verde leggermente arrotondato e rialzato oppure la tipica navbar fixed in alto, a volte mascherata con un illegale .navbar-inverse, il 99% delle altre è solito sfrattare tutte quelle sfumature e ombre per far posto al re del momento, il FLAT.
Proprio per questo bootstrap ci da una mano: le ombre, le sfumature e tutto l’anti-flat per eccellenza è stato completamente smantellato per lasciar posto ad una tecnica ma mai banale piattezza.

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Make your own IP world map!

Oggi giornata malinconica:
mi sono ricordato di un progetto che scrissi tempo addietro, per creare una ‘mappa degli ip terrestri’.
Ho deciso di riprendere in mano il progetto per puro divertimento, posto qui una guida su come farlo su qualsiasi PC linux (nel mio caso, una derivata di Debian)

Cominciamo.

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Speeding up your Android-browsing experience and save MB!

Tutti quanti conosciamo (o dovremmo) il funzionamento base di un browser:
Eseguo una richiesta GET a www.pincopalla.com
pincopalla.com viene cercato negli entry DNS, mi viene restituito un IP con cui contattare pincopalla.com, viene chiesto a pincopalla.com che address ha www.pincopalla.com (potrebbe essere differente), si inizia la richiesta GET e viene scaricato il contenuto della pagina cosi’ com’e’, il 90% delle volte NON minimizzato, NON compresso ed inoltre se il server risiede in culonia avremo un tempo di caricamento di oltre 4-5 secondi per pagina.
Tutto questo:
NON e’ carino con la nostra bolletta telefonica
NON e’ carino con il nostro cellulare (fa sembrare lento un telefono da 700€!)
NON e’ carino.
NO.
BRUTTO.

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Securing small data: the encrypted RAID way

Anche voi avete spesso a che fare con dati hot?
Anche voi cercate di proteggere al massimo i dati sensibili o non trasmissibili?

E per trasportare dei dati in modo sicuro tramite usb, come vi siete organizzati? 😉

Chapter 1: what’s secure it’s unsecure

Affidarsi alla crittografia offerta dagli zip sicuramente non e’ il metodo migliore, dopotutto per copiare uno zip non ci vuole un genio ed i servizi di decodifica zip online ce ne sono a palate.

Encrypted RAR? forse un pelo piu’ sicuro, totalmente inutile in ogni caso.

Tutti gli algoritmi per cryptare file, piu’ testati sono piu’ pubblici sono e piu’ i nostri amici burloni (h4xx0rz o meno) tendono a conoscerli ed a sapere come decodificarli in modo banale.

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ADB/Fastboot & MTP Over Linux (by Nihilus)

Premessa:

Milioni di persone stanno smadonnando (anche in questo preciso momento) per far funzionare Android su un sistema Linux based.
Dunque, un bel giorno uno compra un dispositivo Android e spera che ci sia un minimo di compatibilità con un sistema Linux, e invece cosa si trova davanti?! MTP, ripeto MTP (Media Transfer Protocol)! Un maledettissimo protocollo ideato da Microzozz per il trasferimento file (originariamente musica e foto) e legato al mondo ¨Winzozz Media Player / XBOX¨. Ma non è il caso di perdersi d’animo, colleghiamo il bel dispositivo al PC, e….e….e….ed è un miracolo se un OS Linux lo riconosce al primo colpo. Beh, si narra di rari casi nei quali Ubuntu abbia riconosciuto il dispositivo, ma la felicità è durata poco. E qui entrano in gioco i “Pr0grammat0ri PR0” che tirano fuori il loro kit di sviluppo per Android, collegano il cellulare e dicono ¨ma tanto con ADB fai tutto¨, e invece… Con le nuove versioni di Ubuntu e derivate il supporto ufficiale ad ADB non lo ha più Canonical, ma è passato a terzi (leggasi Google). Quindi una persona con un minimo di animo si reca su Google e pigia i tasti fino a comporre ¨MTP Ubuntu¨ e saltano fuori millemila superblog con la soluzione a portata di mano. Si inizia ad impallidire quando ci si rende conto che hanno TUTTI la stessa maledettissima guida (a volte copiata pure con errori) ed adattata con i piedi alle nuove versioni di Ubuntu. Ci siamo quasi ragazzi, lasciatemi sfogare ancora un po’ 😉 ed ecco che dopo ore passate a leggere qui e li spunta la salvezza: Simple MTP. Un promettente programma che a dire di alcuni blogger è la soluzione all’ ¨agonia MTP su Linux¨. Risultato?! I sorgenti nemmeno compilano. Ok ora ho finito.

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