Esempio di sviluppo di un automa cellulare totalistico ( TCA )
Introduzione
Quante volte avete sognato di essere degli Dei? Quante volte avete pensato di poter amministrare un universo in miniatura, un sistema regolato dalle vostre regole, simulandone gradualmente la progressione e lo stato finale. Nei primi anni 50 due matematici di nome Stanislaw Ulam e John Von Neumann ( al secondo si deve un particolare merito per lo sviluppo di teorie e tecniche che hanno reso l’informatica moderna ciò che è in questo momento ) partorirono l’idea di Automa Cellulare: un organismo in grado di riprodurre sè stesso e svilupparsi nel corso del tempo secondo regole prestabilite dal creatore. Lo scopo e l’utilità di queste risorse sono lapalissiani: è possibile descrivere, analizzare e far progredire un algoritmo simulante il comportamento di una data entità, per esempio il Conus ( un mollusco gasteropode marino presente nel Mar Mediterrano ) deve la colorazione del suo involucro ad un motivo ( pattern ) generato tramite un automa cellulare naturale. Nella teoria dei sistemi si può vedere un automa cellulare come un descrittore di un sistema complesso, ovvero un sistema composto da unità ( sistemi semplici ) che acquisisce input e reagisce a questi a seconda di ciò che è presente nell’ambiente circostante restituendo un output variabile ma calcolato mediante una serie di passaggi definiti da regole e una transizione di stato. Per avere un esempio autoesplicativo di sistema complesso pensiamo ad un alveare, composto da api che si muovono nel tempo facendo ciò che serve alla intera comunità e cambiando singolarmente la totalità dell’organismo del sistema.